Napoli - Oggi, venerdì 25 maggio 2018
 
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Giardino e Ipogeo di Babuk
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15/01/2018
UN LIBRO CHE SAREBBE PIACIUTO A PROUST!
Sabato 27 Gennaio 2017, ore 11, Sala Babuk: presentazione del libro "Ritorno in Egitto" di Giovanna Mozzillo (Marlin Editore). La delicata storia dell'amore del patrizio Claudio e del suo concubino Ligdo; tra i bagliori della fine dell'impero romano si snoda la vicenda che marca lo scontro tra il la...

 

27/01/2017
COMMEMORAZIONE DI PHILIPPE CHARDIN
In Memoriam Philippe Chardin L’Association des Amis de Marcel Proust d’Italie est douloureusement endeuillée par la disparition de notre cher Philippe. Son souvenir ineffaçable restera dans la mémoire des proustiens italiens pour sa contribution importante à la revue Quaderni Proustiani. Il était r...

 

13/01/2017
DECESSO DI PHILIPPE CHARDIN
DECESSO DI PHILIPPE CHARDIN L'Associazione Amici di Marcel Proust partecipa al cordoglio per la scomparsa di Philippe Chardin, illustre studioso, responsabile della sezione francese dei "Quaderni Proustiani"....

 

01/09/2016
RIAPERTURA GIARDINO DI BABUK
Il programma degli eventi sarà comunicato nei prossimi giorni.Il Giardino e l'Ipogeo sono visitabili; info 081 5499250 - 3386255810....

 

VENDITA ALL'ASTA ARREDI DEL RITZ HOTEL DI PARIGI
PROUSTIANI DI TUTTO IL MONDO, ACCORRETE! Dal 17 al 21 Aprile 2018, presso l'Hotel Marcel Dassault di Parigi, quartiere generale della casa d'aste Artcurial, saranno messi in vendita 3.500 lotti per circa 10 mila oggetti (tutti marchiati "Ritz Hotel"), provenienti dalla ristrutturazione del Ritz. Ci saranno "cimeli" proustiani da scoprire e acquistare....




LETTURE NELLA "SALA PROUST"
I SOGNI DI KAFKA (E IL SOGNO DEL BORDELLO) Kafka teneva in gran conto i suoi sogni, come testimonia il fatto che, nonostante le perdite e le distruzioni subite dalla sua opera, oggi disponiamo di oltre una sessantina di sogni descritti nei Diari e nelle Lettere fra il 1910 e il 1924, anno della sua morte. La loro trascrizione costituiva per lui molto più di un'importante fonte d'ispirazione: era uno strumento di scrittura, un metodo di elaborazione dei suoi oggetti letterari. A quell'epoca l'Interpretazione dei sogni di Freud cominciava ad ottenere fama mondiale. E' da pensare che Kafka conoscesse quest'opera ma sembra che fosse reticente rispetto alle interpretazioni psicoanalitiche. Tutto ciò che è psicoanalitico - scrive a Max Brod (in una lettera di metà novembre 1917) - "al primo momento sazia in modo stupefacente, ma subito dopo si ha di nuovo la stessa fame." Leggendo oggi alcuni recenti romanzi che occupano i primi posti nel mercato editoriale, raramente ci si imbatte in opere in cui la componente onirica emerge, nonostante la sua indiscussa fecondità dal punto di vista delle fonti d'ispirazione. Gli esempi potrebbero essere tanti; per "partito preso" mi limito a ricordare il monologo interiore che apre Dalla parte di Swann di Proust, la cui magistrale, struggente lettura, da parte dell'attore Sandro Lombardi a Palazzo Serra di Cassano la settimana scorsa, ha estasiato un pubblico foltissimo: qualcuno aveva le lacrime agli occhi per l'emozione. Mi chiedo allora perché tanta assenza di sogni nei romanzi recenti (mi riferisco - ovviamente - a quelli che ho io letto negli ultimi anni). Forse perché sognare stanca o può far soffrire? Kafka si lamentava della stanchezza che gli gli procuravano i sogni: "Verso le cinque, l'ultima traccia di sogno è consumata, io sogno soltanto e ciò è più faticoso della veglia." (Diario del 2 ottobre 1911). E ancora: " Desolato. Questo pomeriggio nel dormiveglia: infine il dolore dovrà pur farmi scoppiare la testa, precisamente alle tempie." (Diario del 15 ottobre 1913). Per le persone che "dormono-sognando" il sogno non significa soltanto il complesso di immagini che si impone loro quando la percezione del mondo esterno è disattivata e gli accadimenti diurni si legano in immagini non immediatamente comprensibili per chi le "vede". L'irruzione appena percepibile di quelle sequenze di immagini effimere ed estremamente fluide che ci sorprendono appena svegli - e che cerchiamo di captare, spesso anche nelle insonnie notturne dove i confini tra sonno e veglia sono difficili da determinare - è utilizzata da Kafka nella scrittura che poi travasa spesso nelle lettere alle donne che ama o ai suoi amici: "Quando mi sveglio, tutti i sogni sono raccolti intorno a me." (Diario del 2 ottobre 1911). E nelle sue opere letterarie? " Kafka farà proliferare e amplificare i sogni, generando altre formazioni immaginarie, altre idee, altri personaggi, altre coordinate mentali, senza nessuna ipercodificazione strutturale. S'instaura così un regno di processi creativi antagonista all'ordine stabilito dei significati. Processo di produzione di una soggettività mutante, portatrice di potenzialità suscettibili di infiniti arricchimenti." (Fèlix Guattari). I tratti di singolarità del sogno possono inserirsi nei romanzi e nei racconti nella misura in cui se ne dimentica la provenienza ed essi si presentano in tutta la loro innocenza, come l'unica cosa dell'esperienza che conti. Solo raramente Kafka ha indicato - come all'inizio della Metamorfosi - che quanto segue non è un sogno ("Una mattina, svegliandomi da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò nel suo letto trasformato in un insetto mostruoso.(...) Cosa mi è successo, pensò. Non era un sogno". Quando invece dice espressamente che si tratta di un sogno - come nello scritto omonimo incluso nella raccolta Un medico di campagna - il testo è già stato espunto da un altro manoscritto, quello del Processo, cui inizialmente apparteneva. L'analisi della trasposizione letteraria del'attività onirica di Kafka mette a fuoco quella che si potrebbe chiamare la condizione soggettiva (e personalissima) della sua scrittura. Kafka era ossessionato da quanto accadeva nei sogni, nei propri e in quelli degli amici. "Kafka non verrà, nulla al'infuori dei suoi sogni sembra interessarlo" annota Max Brod nel suo diario, nel maggio del 1911. Ma è anche vero che quest'interesse - e la stessa attività onirica - acquista una intensità particolare nel momento in cui fa la conoscenza di Felice e si lancia in un carteggio estenuante; attività onirica che raggiunge un nuovo acme quando ha inizio la corrispondenza con Milena, allorché l'intreccio tra vita e scrittura si dispiega anche nelle maglie del sentimento e dell'erotismo. Durante la fase della "follia epistolare" che ha segnato l'inizio del suo amore per Felice, Kafka fa un sogno nel quale riceve da lei un vero e proprio torrente di lettere: "Un portalettere mi recava due lettere raccomandate tue e me ne porgeva una per mano (...). Erano lettere magiche. Potevo estrarre quanti scritti volevo senza che le buste si vuotassero. Mi trovavo a metà di una scala ed ero costretto, non avertene a male, a gettare sui gradini i fogli già letti, se volevo togliere altri fogli dalle buste. Tutta la scala in su e in giù era coperta di fasci di fogli (...). (Lettera a Felice del 17 novembre 1912 ). Quando i suoi rapporti con Felice peggiorano, da una busta viene fuori un'enorme quantità di fogli sottili, scritti da una mano che in un primo tempo gli appare sconosciuta. "Penso che non può essere la lettera che aspetto : è una lettera molto sottile con una scritta incerta, fine ed estranea. Io però la apro e ne vedo uscire un gran numero di fogli leggeri coperti di scrittura fitta che è sempre la scrittura sconosciuta." (Diario del 24 novembre 1913 ). Sogni e realtà? L'inesauribile fantasia, notturna e onirica di Kafka non è un divertissement , un arbitrario gioco di situazioni e immagini, ma nasce probabilmente da un'esigenza di sopravvivenza psicologica, da un prorompente impulso di sentirsi psicologicamente attivo e vivo; vivo di una vita ben diversa da quella che il padre sognava per lui, fatta di commercio e di affari; era la necessaria, indispensabile via di uscita dagli incubi e dai conflitti che agitavano il suo animo. Amerika, La metamorfosi, Un medico di campagna, Il Processo, Il Castello costituiscono mondi narrativi tra loro diversissimi, quasi irreali tra loro, intrisi di echi onirici, se si prescinde dal sotterraneo filo psicologico che li salda nell'unica e dolente sinfonia della sofferenza interiore, dell'impotenza di fronte ad un potere tanto irrazionale quanto implacabile, punitivo, distruttivo, di fronte al quale l'individuo è destinato a soccombere. Nel gracile volto di ragazzo di questo scrittore privo di ambizioni, ignaro del successo che avrebbe avuto e a cui mai aspirò ("La mia vita consiste ed è consistita, in fondo, sempre, in tentativi di scrivere, per lo più mal riusciti") molti nostri contemporanei hanno creduto di ravvisare uno dei simboli più significativi del nostro tempo; un simbolo tanto sconvolgente e drammatico quanto profondamente affascinante. Da questo punto di vista Kafka può essere letto come il geniale anticipatore di un'epoca di crisi e di smarrimento, l'esploratore di meandri costantemente presenti nell'animo umano, l'estraneo spettatore di un mondo nemico e irrazionale che gli si contrappone continuamente, il descrittore dei propri stati d'animo tortuosi e indecifrabili, o l'isolato narratore di un proprio, peculiare mondo onirico? Probabilmente Kafka è stato tutto questo. "Nulla all'infuori dei suoi sogni sembra interessarlo" - ha scritto Max Brod come sopra riportato; è da pensare però che probabilmente i suoi sogni dovevano talvolta apparirgli come degli incubi da rimuovere, se riflettiamo su quanto scriveva agli inizi del 1904 a Oscar Pollak, amico del cuore degli anni giovanili: "Bisognerebbe leggere, credo, soltanto i libri che mordono e pungono. Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggere?". IL SOGNO DEL BORDELLO "Sogno di questa notte, che io al mattino non considerai bello (...). Passavo - non ricordo se Max fosse presente fin dal principio - per una lunga fila di case all'altezza tra il primo e il secondo piano, come nei treni si passa da una carrozza ad un'altra. (...) Era una grande fuga di stanze, eppure si notava la diversità non solo dei singoli appartamenti ma anche delle case stesse. (..) La serie degli appartamenti era più volte interrotta da bordelli attraverso i quali però, benché apparentemente io percorressi quella strada proprio per essi, passavo con particolare rapidità sicché non ne ricordo nulla tranne la loro esistenza. Senonché l'ultima camera di tutti gli appartamenti era a sua volta un bordello e là mi fermai. La parete di contro alla porta dalla quale ero entrato, dunque l'ultima parete della fila di case, era di vetro (....) sul margine del pavimento stavano coricate le prostitute. Chiaramente ne vedevo due per terra e una di loro aveva la testa sporgente oltre l'orlo e penzolante nell'aria libera. (...) Io mi occupavo principalmente di colei che teneva la testa penzoloni, Max di quella che giaceva alla sinistra di lei. Io le palpavo le gambe e indugiai a premerle regolarmente le cosce. Nel far ciò il mio piacere era tale che mi stupivo di non dover pagare per quel divertimento che era appunto il più bello. Ero convinto che io (e io solo) imbrogliavo il mondo. (...) Mi tirai indietro, tra un gruppo di uomini che pareva aspettassero presso la parete accanto all'imbocco della scala dove c'era un po' di movimento. Aspettavano come in campagna, la domenica mattina, gli uomini si raccolgono in piazza. Perciò era appunto domenica" (Diario del 9 ottobre 1911).




L'ALTA CULTURA NELLA SALA PROUST
VISITE AL COMPLESSO DI BABUK (GIARDINO, IPOGEO E "SALA BABUK") Nel corso di una recente visita, una gentile signora ha espresso qualche perplessità circa il trattamento "particolarmente amorevole" (e "gravido" di conseguenze) riservato dai soldati francesi di Championnet nel 1799 alla suorine ospitate nel Palazzo Caracciolo (Giardino di Babuk). La vicenda mi fu narrata dalla compianta Donna Costanza Caracciolo del Sole allorché presi possesso di detto Complesso (anno 2007). Tanto premesso, credo valga la pena sottolineare alcuni aspetti storici riguardanti i monasteri femminili di un tempo, illustrati nel volume di cui all'immagine. Significativa appare l'azione dell'arcivescovo di Napoli Ascanio Filomarino, che resse la diocesi napoletana dal 1642 al 1666 (data della sua morte). Per inciso, ricordo che il suo successore fu Il cardinale Innico Caracciolo d'Arienzo (quanti illustri Caracciolo!). Orbene, Ascanio Filomarino, nel corso dei 25 anni nei quali fu a capo della diocesi di Napoli, condusse una costante, ferma azione per la moralizzazione dei costumi monacali. Nel decreto vescovile del 4 maggio 1646 si legge quanto segue: <> (pp. 85-86). Ma <> (p. 86). Da ciò si può comprendere che anche col passar del tempo (e arriviamo alla rivoluzione napoletana del 1799) i costumi nei monasteri femminili potevano non essere irreprensibili... D'altra parte, le vicende della Monaca di Monza narrate da Manzoni, e quelle di Suor Scolastica (che riceveva il giovane amante Gennarino nel convento di San Potito di Napoli) narrate da Stendhal nelle "Cronache italiane", non devono farci stupire per quanto accaduto alla monache di... BABUK !




PROUST NELLA SALA BABUK
VISITA COMPLESSO DI BABUK (GIARDINO,IPOGEO,SALA BABUK) VIA GIUSEPPE PIAZZI,55 - NAPOLI (TRAVERSA DI FRONTE CASERMA GARIBALDI DI VIA FORIA). DOMENICA 11 FEBBRAIO 2018, ORE 10 (INFO: 081 5499250 - 3386255810)




PROUST E LA FILOSOFIA
FILOSOFIE DEL ROMANZO In vista del ciclo di seminari che si terranno a Palazzo Serra di Cassano (12 Marzo - 16 Aprile - 21 Maggio 2018) ho ripreso la lettura del libro di Luc Fraisse " L'éclectisme philosophique de Marcel Proust" (Université Paris - Sorbonne, 2013, pp.1332). Con vivo compiacimento informo gli " Amici di Proust" che Luc Fraisse è entrato a far parte del Comitato Scientifico della rivista "QUADERNI PROUSTIANI".




SANDRO LOMBARDI LEGGE PROUST.
.ASSOCIAZIONE AMICI DI MARCEL PROUST Segnaliamo un evento di grande interesse: Sandro Lombardi legge Proust., Martedì 30 gennaio, alle ore 19.00, a Palazzo Serra di Cassano. Sandro Lombardi è autore del saggio " I teatri segreti di Marcel Proust, pubblicati dalla rivista QUADERNI PROUSTIANI (anno 2012). Il volume (279 pagg. - 22 euro) può essere richiesto telefonicamente: 081 5499250 - 3386255810.




SOMMARIO (in inglese) dei "QUADERNI PROUSTIANI" 2017
"QUADERNI PROUSTIANI" (n.11 - 2017). Grazie all'amica Marcelita Swann offriamo ai lettori la traduzione in inglese del sommario della rivista ( che può essere richiesta telefonicamente: 081 5499250 - 3386255810). Translated-English: Notebooks Proustian , 2017, No. 11 Summary: Section in Italian Beretta Anguissola, Alberto, "The origins of the Recherche , namely: the legend of the Great Healer," p. 13-15. Placella, Paola, "Besides the biography", p. 17-42. Square, Mark, "Pedro Salinas to the elusive search: the Proustian track", p. 43-55. Caterini, Andrea, "Reason for change. Among Jean Santeuil and In Search of Lost Time , "p. 57-71. Gennaro Oliviero, "In Search of the Hôtel Jupien ', p. 83-86. Bevilacqua, Luca et Bonanni, Daniela, "Remembering John Macchia", p. 87-89. Capoporti, Roberta, "" have their fate ": il caso Guermantes', p. 93-105. Cicirello, Marco, "The Cave in the library. Bufalino Proust player ", p. 107-119. Section French Goujon, Francine, "From the Rite of Spring in Vinteuil's septet," p. 123-137. Gaboriaud, Mary, "Proust and Romain Rolland Beethoven model," p. 39-152. Montier, Solenne, "Marcel Proust and Nathalie Sarraute, cavers of silence", p. 153-167. Peacock, Delphine, "Issues of hypotyposis in the first romantic encounter Goethe and Proust," p. 169-177. Wise, Pyra, "In search of Proust in the guest books of Venice", "p. 179-203. REVIEWS Eleonar Sparvoli, Proust manufacturer melancholy. The pipe dream of the Recherche, Roma, Carocci, 2016, Sabrina Martina, p. 207-208. Anne Simon, Trafficking Proust , Paris, Hermann, 20016, Alessandro di Rella, p. 209-224. Bulletin d'informations proustiennes , n or 46, 2016, Gennaro Oliviero, p. 225-226. Felton Uta (ed.), "The" Time Regained "1914" of Proustian Studies Review , Paris, Garnier, 2016, n o 3, Roberta di Capotorti, p. 227-230.




PROUST E BALZAC
"HOMMAGE A BALZAC" E HOMMAGE A GIUSEPPE MONTESANO (in vista della conferenza del 23 Novembre organizzata dalla Lineascritta di Antonella Cilento). Il prezioso e ormai introvabile volume (450 pagine) contiene, tra l'altro, un saggio di Harry Levin su "Balzac et Proust".




" LA FUGITIVE " DI MARCEL PROUST
DA NON PERDERE! PUO' ESSERE RICHIESTO TELEFONICAMENTE: 081 5499250 - 3386255810. UN VOLUME DI 1.1159 PAGINE, CON UN SPLENDIDO SAGGIO DI LUC FRAISSE DI 297 PAGINE.




PRESENTAZIONE LIBRO: "PROUST CONTRO COCTEAU"
PRESENTAZIONE LIBRO PROUST CONTRO COCTEAU di CLAUDE ARNAUD (Ed. Archinto 2017) Martedì 17 Ottobre al Grenoble (Napoli) - ore 18 CON LA PARTECIPAZIONE DI CLAUDE ARNAUD BENEDETTA CRAVERI Univ. Suor Orsola Benincasa GIUSEPPE MERLINO Univ. Federico II Claude Arnaud, romanziere, critico e saggista francese. Tra le sue opere un’importante biografia di Cocteau pubblicata da Gallimard e il saggio Qui dit je en nous? che gli è valso il prix Femina. Il libro Analizzando il ricco rapporto, ampiamente misconosciuto, che unì i due scrittori dal 1910 al 1922 e che Proust sovraccaricò di desiderio, di gelosia e poi di sospetto, questo saggio tratta più in generale della complicità tra creatori, dell’ammirazione e del sostegno che possono darsi, dei desideri di imitazione che talvolta li attraversano ma anche dell’incomprensione estetica e della rivalità professionale che spesso li allontanano – al punto di augurarsi la morte simbolica dell’altro. In filigrana, anche, le domande poste dal romanzo autobiografico e quindi dall’«autofiction», con tutta la sua parte di vendette e di «omicidi», il rapporto con i modelli che hanno ispirato i grandi protagonisti della Recherche (Charlus, la duchessa di Guermantes) e la trasformazione del Narratore nel personaggio di una fiction, senza più alcun punto in comune con il suo autore. Quel Marcel Proust che il giovane Cocteau aveva conosciuto, snob, brillante ma impotente e che, nel giro di vent’anni, ha visto trasformarsi in icona letteraria, qui si rivela anche un temibile assassino, un autentico personaggio uscito dalle pagine di un romanzo di Dostoevskij.




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