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27/01/2017
COMMEMORAZIONE DI PHILIPPE CHARDIN
In Memoriam Philippe Chardin L’Association des Amis de Marcel Proust d’Italie est douloureusement endeuillée par la disparition de notre cher Philippe. Son souvenir ineffaçable restera dans la mémoire des proustiens italiens pour sa contribution importante à la revue Quaderni Proustiani. Il était r...

 

13/01/2017
DECESSO DI PHILIPPE CHARDIN
DECESSO DI PHILIPPE CHARDIN L'Associazione Amici di Marcel Proust partecipa al cordoglio per la scomparsa di Philippe Chardin, illustre studioso, responsabile della sezione francese dei "Quaderni Proustiani"....

 

01/09/2016
RIAPERTURA GIARDINO DI BABUK
Il programma degli eventi sarà comunicato nei prossimi giorni.Il Giardino e l'Ipogeo sono visitabili; info 081 5499250 - 3386255810....

 

01/09/2016
Un amour de Swann.
Chers adhérents, Jean-Yves Tadié, notre Vice-Président, nous informe des parutions proustiennes chez Gallimard (voir fichier joint), notamment le fac-similé d’Un amour de Swann, dans les même conditions que Combray (tirage limité à 1100 exemplaires), ainsi que les Lettres au duc de Valentinois...

 

8 MARZO 2017: PROUST A VENEZIA
Tutti a Venezia! La mostra di Raffaella Campolieti," Le donne di Proust", sarà inaugurata l'8 Marzo a Venezia, nello splendido albergo " Europa & Regina", nel quale soggiornò Proust nel Maggio - Giugno del 1904. E' previsto il concerto " Souvenir de Venise", con musiche...."proustiane". Relatori: Gennaro Oliviero - Stefano Toffolo - Siro Perin.




PROUST DAL VIVO!
Una brevissima sequenza filmica realizzata nel 1904 in occasione del matrimonio di una figlia dei conti Greffulhe. Dopo 37 secondi vi compare Proust trentaquattrenne che scende di corsa le scale. Lo si può vedere nel sito Classiques Garnier cliccando sulla sezione Libri.




VISITA GIARDINO E IPOGEO DI BABUK : SABATO 18 FEBBRAIO, ORE 10.00
VISITA GIARDINO E IPOGEO DI BABUK : SABATO 18 FEBBRAIO, ORE 10.00 (prenotazioni : 081-5499250 338-6255810) VIA GIUSEPPE PIAZZI, 55 NAPOLI (traversa di fronte Caserma Garibaldi di via Foria) Itinerario : Saletta Proust - Giardino - Casa dei gatti - Ipogeo. Cose mirabili : ritratto di Francesco Caracciolo; Datura velenosa; Teatro di Sephora; Scala dei gatti affamati; Albero che cammina; Testa di Laio; Vasca delle testuggini; "Et in Arcadia ego"; Cimiterino; Casa dei gatti; Croci bizantine e latine; Segni esoterici; Reperti; Salamandre; Bassorilievi; Testa di Zeus; Scala dei pozzari; Scudo araldico; Nicchie votive; Cave di tufo; Ricovero bellico; Occhio di monte; Riggiole napoletane; Elmetto bellico; Messaggi d'amore; Tavolo dei cottimi; Antri misteriosi e tanto ancora....Il tutto alla "Ricerca del tempo perduto"...




Recensione del "BIP" n.46/2016
Bulletin d'Informations Proustiennes, n° 46, Éditions Rue d'Ulm / Presses de l'École normale supérieure, 2016, 222 p. Questo numero del BIP si articola intorno a due sezioni principali, l'una << Autour de l'Agenda 1906 >> e l'altra , più in generale, su << Le champ proustien >>. I tre saggi che costituiscono la prima sezione hanno come punto di partenza alcune pagine di detta agenda, che contengono delle annotazioni di Proust del 1909 ( attualmente consultabili en ligne ), che hanno reso possibile a Françoise Leriche di proporre, sulla base anche dei Cahiers e della Correspondance, una nuova datazione della mise au net di << Combray >>. Nathalie Mauriac Dyer individua alcuni legami tra l'agenda e i cahiers , partendo da una << convergenza genetica >> tra alcuni elementi presenti nel piccolo carnet e in un elenco fissato da Proust nel Cahier 12 . Pyra Wise si è occupata di alcune annotazioni dell'agenda di tutt'altra natura, che fanno riferimento a << cattive frequentazioni >> di Proust; ha potuto pertanto illustrare in dettaglio alcuni personaggi, in particolare Albert Le Cuziat e il suo amico André, e certi ambienti, come l'hôtel de Madrid, forse un modello della maison de passe di Jupien. I saggi riguardanti << Le champ proustien >> sono molto diversificati. Il primo, << Calendrier perpétuel et œvre de circostance : le menu zodiacal de Combray >>, di Sophie Duval associa architettura medievale, critica genetica e analisi strutturale; viene proposto una brillante lettura di un brano di Du côté de chez Swann riguardante i vari menus di Françoise, in numero di dodici, che vengono accostati ai calendari gotici scolpiti che sono presenti in alcuni bassorilievi medievali. Nel secondo saggio, << Propos tenus à La Raspeliére et dans le petit train >>, Kazuyoshi Yoshikawa si concentra su alcune ridicole conversazioni presenti in Sodoma et Gomorrhe. Nel saggio che segue, Yuri Cerqueira dos Anjos si occupa di << La Presse selon Marcel Proust >>, in particolare del modo in cui lo scrittore opera la distinzione tra la scrittura letteraria e la scrittura giornalistica. L' opinione molto negativa che Proust ha della scrittura giornalistica traspare in modo evidente nel Contre Sainte-Beuve , anche se gran parte dei suoi scritti di critica letteraria, come anche i pastiches , siano stati pubblicati nei giornali. Cécile Leblanc, infine, in << Camille Saint-Saëns, le "diable déguisé" de la Recherche ? >>, analizza i rapporti tra il musicista e lo scrittore e il ruolo tenuto dal primo nella vita del secondo, prima della trasfigurazione che la relazione tra i due assume nel romanzo; l'analisi viene condotta sia per quanto riguarda il Jean Santeuil che nella Recherche, nella quale il musicista non viene mai nominato, apparendo solo in filigrana in numerosi passaggi nei quali lo si può intravedere attraverso giudizi che Proust non condivide e anche in riferimento a personaggi e opere associati a un'estetica considerata démodée. Questo numero del BIP riporta una lettera del 1908 di Proust à Maurice Duplay, che viene presentata da Caroline Szylowicz, nella quale lo scrittore esprime il suo avviso su un romanzo, allo stato di manoscritto, di un suo corrispondente del quale egli invidia il << dono del romanziere >>, dono di cui lamenta di non possedere << in nessun grado >>. Va segnalato anche un saggio di Carla Cavalcanti su << L' édition du Cahier 52 >>. Le ultime due parti di questo numero del BIP sono particolarmente ricche. Le << Notes de lecture >> comprendono nove dettagliate recensioni di opere ( in lingua francese, inglese e anche in giapponese ) riguardanti diversi aspetti dell'opera e della vita di Proust. Infine, la parte su << Les activités proustiennes >> comprende le tre sezioni abituali : << Les ventes >>, con numerosi estratti di lettere e altri documenti proustiani presentati in dettagio, << Les manifestations et les traveaux en cours >> e << Les publications >>. Gennaro Oliviero
vedi allegato: 325_20161231081700Scan_Pic0023.jpg   




BUON NATALE E FELICE ANNO 2017
PER GLI AMICI DI MARCEL PROUST: BUON NATALE! Le origini della Recherche, ovvero: La leggenda del Grande Curatore. Correva l’anno 1990. Nel vasto edificio della Library dell’University of Illinois a Urbana-Champaigne c’era ormai silenzio perché la maggior parte dei professori e degli studenti, dopo il tramonto era uscita, per tornare alle rispettive dimore. Al quarto piano, si vedeva però ancora una finestra illuminata. Il professor Philip Kolb, dovendo spedire il giorno dopo all’editore Plon, di Parigi, il dattiloscritto del diciottesimo volume della corrispondenza di Proust, su cui aveva lavorato due anni interi, si era fermato nella sua stanza per gli ultimi controlli su qualche data di cui non si sentiva del tutto sicuro. Scorreva rapidamente, con il lettore di microfilm, alcuni numeri del “Figaro” dell’anno 1919, per cercare il giorno esatto in cui c’era stata a teatro la prima di una nuova pièce, per meglio datare una delle lettere in cui forse Proust a quella commedia alludeva. Era talmente concentrato sullo schermo luminoso di quell’apparecchio che non sentì affatto alcuni passi che si avvicinavano alla porta. Non sentì che la porta si apriva e che una persona entrava. Qualche istante dopo però alzò gli occhi e lo riconobbe. Pensò subito a un’allucinazione. Sarà la stanchezza. Ho lavorato troppo in questi ultimi giorni. O forse quelle patate un po’ crude che ho mangiato a pranzo. Chiuse gli occhi pensando che, quando li avrebbe riaperti, quell’impossibile visitatore sarebbe scomparso. Invece, quando lì riaprì, era ancora lì, davanti a lui, sorridente con quei suoi grandi occhi un po’ orientali. “Buona sera, professore. Mi scusi se la disturbo e se le faccio perdere tempo. Vorrei ringraziarla personalmente per questo lavoro che fa con tanta passione e con tanti sacrifici per trovare, interpretare e far conoscere le mie lettere. E come segno di gratitudine, siccome so che lei sta per pubblicare quelle del 1919, gliene ho portata una di quell’anno, che credo lei non abbia potuto vedere. L’avevo scritta per un amico, un certo Rosny, ma sbagliai l’indirizzo sulla busta e la lettera tornò indietro. Se la vuole leggere…”. Kolb, spaventato, prese la lettera. Si sedette, e con una lente di ingrandimento cominciò a leggere. A un certo punto lanciò un grido: “Non è possibile. Non posso pubblicarla!” Proust sorrise. “Perché?”, chiese. “Non posso pubblicarla – ribatté Kolb - perché qui lei afferma di aver cominciato a scrivere la Recherche nel 1906, ma questo contrasta con quello che hanno scritto e che sostengono unanimemente tutti gli studiosi, sia francesi, sia giapponesi, tranne uno, ma è un italiano e quindi conta poco, un certo Giovanni Macchia. Costui in effetti aveva ipotizzato che lei abbia cominciato a progettare il romanzo durante il lungo soggiorno all’Hotel des Réservoirs di Versailles, in occasione del trasloco del 1906. Ma nessuno gli ha dato retta” “Eppure aveva ragione”, replicò il visitatore. “Qualcosa dovevo pur fare in quei mesi che passai in uno dei luoghi più noiosi del mondo. Fu allora che cominciai a pensare al saggio contro Sainte-Beuve, oppure a un saggio in forma di racconto, oppure a un racconto tout court. I primi abbozzi però non li ho conservati. Del resto in quel quaderno di appunti che lei ha pubblicato, si elencano le “pagine già scritte”, e sono davvero tante. Non potevo certo averle scritte in un paio di settimane. Lei però ha datato quel quaderno al 1908: ha sottovalutato il riferimento all’articolo su Van Blarenberghe, che è dell’anno precedente. Insomma, mi dispiace per gli specialisti, ma non era difficile capire che a Versailles io già pensavo ad un nuovo romanzo”. “Ma come faccio? Si metta nei miei panni. Se pubblico quella lettera mi tiro addosso l’ira di tutti i proustiani del mondo, specialmente i francesi che già mal sopportano che un americano, e per di più in questa università di provincia, sperduta in mezzo ai grandi allevamenti di maiali dell’Illinois, stia monopolizzando la pubblicazione di una corrispondenza così importante. Lei non può nemmeno immaginare quanta diplomazia devo usare per non essere emarginato”. “Capisco la sua preoccupazione, e non insisto. Vorrà dire che, se lei preferisce non pubblicare questa lettera, la darò a qualche studioso italiano”. “Non lo faccia, la prego. Se la lettera sarà pubblicata, i migliori studiosi faranno una brutta figura e i lettori di tutto il mondo non avranno più fiducia in loro. Gli uomini hanno bisogno di una guida, non amano pensare con la propria testa. Anche se credono il contrario, in realtà vogliono che ci sia qualcuno che, come una bussola, indica loro in cosa devono credere, cosa e come devono pensare. Gli uomini hanno bisogno di certezze. Preferiscono obbedire. Non sopportano di essere liberi. Noi studiosi assumiamo su di noi la responsabilità di decidere al posto loro cosa è vero e cosa è falso. Lo facciamo per il loro bene, per renderli felici, per togliere dalle loro spalle l’insopportabile fardello della libertà di pensiero. Per questo gli uomini ci amano e ci obbediscono. Mi permetto di insistere: non lo faccia, non dia ad altri quella lettera, la distrugga.” “Questo non posso farlo, ma le propongo un compromesso. Siccome tutti sanno che io spesso facevo confusione con gli anni e con le date, lei può pubblicare la lettera così com’è, ma poi in una nota può scrivere che io mi sono sbagliato e che invece il romanzo ho cominciato a scriverlo nel 1908 o 1909 – scelga lei - come tutti incessantemente ripetono. Le piace questa soluzione? Così salviamo sia la verità sia i suoi buoni rapporti con gli specialisti. Che ne pensa?” Ci fu un silenzio abbastanza lungo. Fuori intanto si era fatto buio. Da una fessura della finestra entrava uno spiffero gelido (era gennaio) che preoccupava Proust e lo induceva ad affrettarsi. Dopo qualche minuto, il professore rispose: “Sì, posso farlo. Va bene, accetto il suo suggerimento, per questa volta. Però, la prego, in futuro non mi porti altre lettere. Sono già troppe. Sono stanco. Anzi, non si offenda, ma la prego: non torni più da me, mai più”. Proust sorrise, si avvicinò a Kolb, lo baciò, e scomparve per sempre.




Un brano indimenticabile!
Peut-être est-ce parce qu'il ne savait pas la musique qu'il avait pu éprouver une impression aussi confuse, une de ces impressions qui sont peut-être pourtant les seules purement musicales, inétendues, entièrement originales, irréductibles à tout autre ordre d'impressions. Une impression de ce genre, pendant un instant, est pour ainsi dire sine materia. Sans doute les notes que nous entendons alors, tendent déjà, selon leur hauteur et leur quantité, à couvrir devant nos yeux des surfaces de dimensions variées, à tracer des arabesques, à nous donner des sensations de largeur, de ténuité, de stabilité, de caprice. Mais les notes sont évanouies avant que ces sensations soient assez formées en nous pour ne pas être submergées par celles qu'éveillent déjà les notes suivantes ou même simultanées. Et cette impression continuerait à envelopper de sa liquidité et de son « fondu » les motifs qui par instants en émergent, à peine discernables, pour plonger aussitôt et disparaître, connus seulement par le plaisir particulier qu'ils donnent, impossibles à décrire, à se rappeler, à nommer, ineffables – si la mémoire, comme un ouvrier qui travaille à établir des fondations durables au milieu des flots, en fabriquant pour nous des fac-similés de ces phrases fugitives, ne nous permettait de les comparer à celles qui leur succèdent et de les différencier. Ainsi à peine la sensation délicieuse que Swann avait ressentie était-elle expirée, que sa mémoire lui en avait fourni séance tenante une transcription sommaire et provisoire, mais sur laquelle il avait jeté les yeux tandis que le morceau continuait, si bien que, quand la même impression était tout d'un coup revenue, elle n'était déjà plus insaisissable. Il s'en représentait l'étendue, les groupements symétriques, la graphie, la valeur expressive ; il avait devant lui cette chose qui n'est plus de la musique pure, qui est du dessin, de l'architecture, de la pensée, et qui permet de se rappeler la musique. Cette fois il avait distingué nettement une phrase s'élevant pendant quelques instants au-dessus des ondes sonores. Elle lui avait proposé aussitôt des voluptés particulières, dont il n'avait jamais eu l'idée avant de l'entendre, dont il sentait que rien autre qu'elle ne pourrait les lui faire connaître, et il avait éprouvé pour elle comme un amour inconnu. (Marcel Proust, Du côté de chez Swann)




"PROUST COSTRUTTORE MELANCONICO"
ELEONORA SPARVOLI, "PROUST COSTRUTTORE MELANCONICO" ( Carocci editore,2016) << Perché Proust si ostinò a difendere la qualità architettonica della " Recherche" sebbene i tempi lunghi della sua stesura ne avessero deformato il progetto iniziale? [.....] nella costruzione proustiana trovano posto, qua e là, frammenti isolati, sporgenze disarmoniche, rovine, che a ben guardare determinano, assai più della solida impalcatura d'insieme, l'immensa suggestione della " Recherche".>> Eleonora Sparvoli è membro del consiglio direttivo e del comitato di redazione della rivista italo-francese "Quaderni Proustiani".
vedi allegato: 322_20161107075505Scan_Pic0018.jpg   




" PROUST ET LA MUSIQUE "
NEL GIARDINO DELLA FONDATION SINGER-POLIGNAC A PARIGI (CONVEGNO " PROUST ET LA MUSIQUE ") In gioiosa compagnia di Pyra Wise e di Uta Felten, autrici rispettivamente degli articoli "A la recherche de Marcel Proust dans les livres d'or de Venise: une découverte à la Marciana" e "Desiderio e gelosia. Figure del discorso amoroso nell'opera di Marcel Proust", che verranno pubblicati nel prossimo numero della rivista "QUADERNI PROUSTIANI" (n°11-2017).
vedi allegato: 321_20161103152945utafelt.jpg   




"AMICHE DI PENNA"
PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DI MAROSELLA DI FRANCIA E DANIELA MASTROCINQUE " AMICHE DI PENNA" (MONDADORI - 2016).SABATO 15 OTTOBRE,ORE 10.30 NEL GIARDINO DI BABUK. In caso di pioggia la presentazione avverrà al coperto,nella Saletta Marcel Proust (pertinenza del Giardino di Babuk).Il romanzo verrà presentato da Antonella Cilento e Gennaro Oliviero.
vedi allegato: 320_20161013070945amiche di penna giardino.jpg   




"DE L'AMOUR" (STENDHAL)
L'AMORE AL TEMPO ...DELL'AMORE. Si può ancora parlare oggi di cristallizzazione dell'amore alla maniera di Stendhal ? ("Quel che chiamo cristallizzazione dell'amore è l'operazione dello spirito che trae da tutto ciò che si presenta la scoperta di nuove perfezioni dell'oggetto amato " - "De l'amour"). E' ancora attuale questa visione dell'amore ? Per inquadrare la verità del fenomeno amoroso bisogna considerare che esistono tante amicizie molto più possessive rispetto ad altri amori con implicazioni sessuali. Esistono tanti amori effimeri che retrospettivamente ci appaiono molto più importanti rispetto ad amori che ci hanno accompagnato per mesi e talvolta per anni. Ed esistono poi tanti desideri puramente erotici ed egoisti che influenzano i comportamenti della quotidianità. Tali constatazioni rendono vano il tentativo di distinguere dal punto di vista fenomenologico le diverse forme di legami affettivi. Da questo punto di vista, si può notare anche che, se in un primo momento i discorsi sull'amore "in generale" appaiono spesso inascoltabili perché esistono amori diversi, in un secondo momento sono forse gli unici che si possono sopportare a lungo termine, a condizione che non siano troppo dogmatici né troppo moralisti, nella misura in cui sono gli unici che finiscono per rispettare l'infinita diversità e l'infinita reversibilità degli stati amorosi.
vedi allegato: 318_20160930070135dell'amore.jpg   




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Prof. Gennaro Oliviero +39 338.6255810