Napoli - Oggi, giovedì 29 giugno 2017
 
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Giardino e Ipogeo di Babuk
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27/01/2017
COMMEMORAZIONE DI PHILIPPE CHARDIN
In Memoriam Philippe Chardin L’Association des Amis de Marcel Proust d’Italie est douloureusement endeuillée par la disparition de notre cher Philippe. Son souvenir ineffaçable restera dans la mémoire des proustiens italiens pour sa contribution importante à la revue Quaderni Proustiani. Il était r...

 

13/01/2017
DECESSO DI PHILIPPE CHARDIN
DECESSO DI PHILIPPE CHARDIN L'Associazione Amici di Marcel Proust partecipa al cordoglio per la scomparsa di Philippe Chardin, illustre studioso, responsabile della sezione francese dei "Quaderni Proustiani"....

 

01/09/2016
RIAPERTURA GIARDINO DI BABUK
Il programma degli eventi sarà comunicato nei prossimi giorni.Il Giardino e l'Ipogeo sono visitabili; info 081 5499250 - 3386255810....

 

01/09/2016
Un amour de Swann.
Chers adhérents, Jean-Yves Tadié, notre Vice-Président, nous informe des parutions proustiennes chez Gallimard (voir fichier joint), notamment le fac-similé d’Un amour de Swann, dans les même conditions que Combray (tirage limité à 1100 exemplaires), ainsi que les Lettres au duc de Valentinois...

 



" L’Ipogeo di Babuk" è costituito da un complesso di cavità che si sviluppa nell’area sottostante il fabbricato sito in Napoli alla Via Giuseppe Piazzi n°55.

L’unico accesso fruibile è ubicato nel giardino retrostante il palazzo, ma una serie di occhi di monte assicurano ulteriori collegamenti tra il sottosuolo e la superficie.
L’area in esame, collocata all’esterno e a Nord delle circuito delle mura aragonesi, a partire dall’età vicereale è stata interessata da un’intensa attività estrattiva incrementata dalle promulgazioni delle prammatiche sanzioni le quali, vietando l’estrazione del tufo all’interno del perimetro della città, determinarono l’escavazione anche della nostra cavità.

L’ambiente principale del complesso, posizionato in asse al cortile, presenta pianta quadrangolare con un lato di lunghezza pari a circa 8 m.. Ben leggibile, lungo il perimetro, il caratteristico pulvino (impediva l’accumulo di limo nell’intersezione tra pareti e fondo cisterna) che ne stigmatizza la successiva funzione a cisterna.

L’altezza interna, pari a circa 14 m., unitamente al livello d’impermeabilizzazione delle pareti e alle tracce di sedimentazione dell’acqua leggibili sulle stesse, fa risultare la cisterna capace di circa 640 mc. ovvero almeno 640.000 litri. 

Non è stato individuato il condotto di adduzione, ma ben conservato, anche se mutilo, si riconosce ilvv pozzo dal quale i condomini del fabbricato soprastante attingevano l’acqua per gli usi domestici. 

In epoca imprecisata, ma verosimilmente dopo 1884 (anno in cui, a seguito all’epidemia di colera si decretò la graduale dismissione delle cisterne sostituendone la funzione di approvvigionamento idrico con l’adozione dell’acquedotto in pressione del Serino tuttora in uso) la scala, originariamente composta da un unico rampante, che dal giardino conduceva sino all’imboccatura del pozzo ancora oggi visibile, fu prolungata realizzando ulteriori sei rampanti che sfondarono la parete posta a Sud permettendo di raggiungere il piano della cisterna.

A questo periodo, inizi novecento, sono riconducibili lo sfondamento parziale a Nord e l’intera asportazione della parete posta a Est, indotti ad una rinnovata necessità estrattiva.

Superato lo sfondamento a Nord, è leggibile una singolare traccia cantieristica, notevolmente importante per la storia della cultura materiale, relativa alla progressione di un fronte di cava.

Interessanti le tracce di una serie di segni, probabilmente a valenza esoterica, di difficile datazione e incerta finalità, costituiti da un rilievo di tritoni posizionati in testa all’imboccatura del pozzo sopra descritta, da alcune croci incise disposte lungo la scala, da uno scudo in rilievo in testa all’ultimo rampante e da due nicchie scavate nell’angolo in prossimità dello smonto della scala al piano della cisterna.

L’ultimo utilizzo della cavità, testimoniato dall’evidenza di un caratteristico impianto elettrico degli anni’40 realizzato con isolatori in porcellana, l’ha vista destinata a ricovero antiaereo. 

Negli anni della ricostruzione una scellerata pratica di sversamento di materiali di risulta, ha interessato quasi totalmente gli ambienti circostanti quello descritto, impedendone oggi una lettura esaustiva.

Alcune opere di consolidamento strutturale, eseguite successivamente al sisma del novembre ’80, sono stati realizzate per contrastare piccoli episodi fessurativi." 

Carlo Leggieri
Presidente associazione "Celanapoli"

 

Rassegna letteraria estate 2011 “Boopen Led sotto le stelle”

 

 
     


Associazione Amici di Marcel Proust
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